Panda vs Clio

Accontentiamoci…clio danneggiata

Spesso le rivoluzioni hanno bisogno di piccoli gesti introduttivi. Ebbene noi abbiamo avuto il primo mattone della Bastiglia (una vecchia Clio della Casta) scheggiato da una Panda.

Certo, per il resto del lavoro tocca aspettare il rientro del romano dal ponte di SS. Pietro e Paolo. Eppure gli altrettanto SS. Dolce e Gabbana si ritengono vendicati. S’indaga sulla donna al volante, sembra che fosse una loro amica, sicuramente abbronzatissima…

Alla Bastiglia! Alla Bastiglia!

 

Via dAll'Impresa

Nel soffoco dell’estate capitano sempre certe cose.

Mentre ci affanavamo tutti a litigare su bush, veltronismi e calcio mercato, ecco che loro (sempre loro) si fregano un po’ di suolo pubblico. Con la scusa dei lavori di restauro (Perchè????).

Ovvio che non si sa. Ovvio che non si capisca perchè, ma intanto chiudono una strada, VIA DELL’IMPRESA, un vicoletto delizioso che costeggia Palazzo Chigi, che poi si apre in una pacifica piazzetta, adibita da tempo a parcheggio interno personale di autoblu e parenti.

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Fresco, solitario, senza negozi. Nel cuore del Potere. Giù ipercontrollato e zona check point (con tanto di passaggio a livello). Ideale per i ciclisti come me che evitano con sapienza traffico, turisti e pascoli allo shopping.

La riapriranno? Si accettano scommesse…

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verde al taglio

Ai romani piacciono molto tutti i genere di esercizi d’asporto. Soprattutto quelli alimentari. Il forno, la pizza al taglio, il supplì, er tramezzino (che solo a Roma è un cult). Questo perchè al romano piace fare pochi salamelecchi quando magna, oltretutto con le mano, e poi se ne po’ annà subito così da evitare inutili questue antidigestive.

Sarà a questo che si sono ispirati i soliti sveglioni dell’arredo urbano. Stavolta in fatto di verde. Già, perché la Capitale ha i parchi più belli e rigogliosi d’Italia, ma on the road, soprattutto al centro, i cani e gli ubriachi stentano a trovare un filo d’erba e un tronco disponibile. Anzi, di norma quando ci possono togliere quelli che c’erano da anni e anni, sono puntualmente impeccabili nella rimozione. Non lasciano un granello di terra. Come davanti ai Mercati Traianei.

Capirete così la nostra ammirazione per il puntuale colpo di genio estetico…

ara pratoIl praticello SINTETICO intorno alla nuova ‘amatissima’ sede dell’Ara Pacis!

Non so se ce l’abbiano lasciato. O se fosse un modo di onorare l’insana passione tutta nostra per il calcetto e i legamenti in frantumi su queste moquette di terza (io ometterei "generazione"). Quello che so è che mi chiedo da quando non sono più un pischello (che giocava al Pincio) é:

INVECE DI QUESTE TECNOCAZZATE CI RI-PIANTANTE QUALCHE ALBERO E UN PAIO DI AIUOLE???

…Nun c'è pace…

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Daje che se so’ levati da li cojoni… Certo riguardando il solito ossimorico manifesto qui sopra, ce se chiede: "Ma la doppia negazione significa che oltre a Bush se beccamo pure la War..?"

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Fine settimana come questi spiegano come mai il mare vicino la Capitale, pur essendo il più fetido del globo, sia tanto preso d’assalto dai romani…

Dunque: La città ha superato l’avvento dello scemo de guera, sopravvissuto alla desertificazione delle strade e dei servizi, sopportato il blindamento militaresco (che se fosse stato così l’8 settembre, i tedeschi firmavano subito resa incondizionata) e infine tollerato i cagazzi no global&co. Un bel gran premio per il più fesso. Non c’è che dire.

Certo, anche noi siamo sempre svegli. Il sottoscritto e la sua dama decidevano infatti di recarsi in mattinata, fischiettando spensierati, dietro Piazza Navona a cercare quel paio d’occhiali da quell’ottico.."come se chiama..’ndo sta..davanti ar senato..daje..". Del resto la comunicazione era difficile da un giorno intero per via degli elicotteri costanti sopra le nostre capoccie.

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Superate le prime trincee e i primi reparti incursori di flottiglia d’assalto abbiamo cominciato a sospettare che qui tutti avevano preso maledettamente sul serio la faccendo dello sbarco americano. Il DDay2. C’erano perfino i forestali! Al centro di Roma!!! E non al Pincio, ma a Piazza di Pietra… Il pino più vicino è a 3 piazze direzione sud . Non sapevano nemmeno dove pisciare…

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Tuttavia noi siamo capoccioni e svicola qui, striscia di là, eccoci al dunque. Bene, la barriera di scudi e di sguardi d’odio non ci permetteva il tiro a foglia morta tanto caro a Zico, così, un po’ incazzati, abbiamo desistito, non prima però di aver ammirato l’altro elemento della cloaca umana che rotolava sui sanpietrini roventi. Eccoli lì, i manifestanti, con le bandiere della pace, quelle rosse, quelle nere, poi i famosi black block notes, tutti fichetti, col costumino di scena, le new balance ai piedi, la cocacola in mano..nell’altra er sercio da tirare… Che bello fare casino da impuniti.

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Inutile dire che fosse chiaro come andava a finire. Abbiamo girato l’angolo per trovare la pace del vicolo fuori dal coro, dove alcuni artigiani se facevano un pokerino (nonostante il comune li voglia pure sfrattà..)..

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 ..mentre accanto, in una delle piazze più belle del mondo scoppiava la sagra del lancio selvaggio, tutti contro tutti. Come a scuola. La rincreazione dei cretini. 

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Non mi va di tirare le solite somme dei danni, dei costi, del non senso, dei paradossi, dei paraculo, dell’ignoranza, del rischio, della mancanza di rispetto, di tutela… Viene sempre il sospetto che alla fine ci sia un gran bel giro di soldi in tanta idiozia plenaria.

Ma è passata. Anche questa. Avanti il prossimo. C’è posto per tutti. BBoni…Nun spignete…

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Beat about the Bush

"Pazienza, pazienza, pazienza"

E’ quella che ci chiede, tanto per cambiare, il nostro caro prEFFETTO SERRA, perchè tra un rincoglio gay e un famolo dài, fra il no taxi e il no benza, il circo blu tutti i dei, il dacce er pizzardone quotidiano, l’happy-ganascia hour, il comizione time, la feste e i fasti delle prime e seconde repubbliche, il papa’s pass, le notti (in) bianco, e le multe in banca… Eccoci finalmente tutti pronti alla nuova paralisi romana per l’arrivo del pupazzetto texano, chiavi del mondo nel moscone.

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Capisco l’ansia e il consueto calabrachismo veltroniano, capisco che questi ce buttano (buttavano…) un sacco de dollari ner Fontanone… Ma cazzo, almeno qualcuno gli dica all’orecchione qualcosa tipo:

 "Dear Mr. President, I don’t want to beat about the Bush… so please, CE LASCI CAMPA’??? Tanto nobody fucks you…che significa che NESSUNO TE S’INCULA.."

Ma poi che cazzo avete da blindare i luoghi strategici? Più di così? Ehi, ma invece del bel recinto di transenne (beirut style) che da sempre vi isolano dal resto e dai resti romani, non potreste mettere in fila un po’ di marines? Sarebbero meno fastidiosi e più folkloristici… E poi litigherebbero (o si amerebbero!) con i nostri gorillotti blu…

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E a Trastevere? Sapete cosa si trovano ora sui parabrezza i residenti (ed esercenti) del cuore trasteverino, rei soli di essere vicini della comunità di Sant’Egidio *(l’unica piazzetta di Roma sempre lucida come uno specchio, con madama costantemente presente, mentre dietro l’angolo, un po’ ovunque, c’è il solito droga-barbo-party day&night)? L’editto comunale. Un simpatico foglio A4 che invita a levare (per 2 giorni) la macchina se poi la si vuole ritrovare… ..Cittadini..Udite, udite…

 

Vi prego di notare la firma del Comandante. Il re analfabeta, o meglio, l’anonimo sgorbio. E ringraziano pure per la collaborazione, come se uno avesse scelta. Per l’Evento…Anzi, l’Avvento potevano mettere.

aggiornamento:

LAST MINUTE: Lo Zio d’America non passa più a Trastevere, peccato però che ormai Trastevere sia un Ghost Quarter… Complimenti per la solita efficienza!

Vabbè. Pazienza, pazienza, pazienza… Sempre a noi la chiedono, oltre a tenerci la monnezza in casa…In tutti i sensi… La prossima volta ospito direttamente io sti’ qua…Sti’ Bush. Basta che me portano anche Natalia…

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 * (la storia del regalo cheap è tristissima… Africani miei, ribellatevi ai trasteverini yankees…)

Voliamo (poco) bassi…

Ormai è tutto chiaro.

Finalmente abbiamo capito di chi è la colpa.

Oggi sfrecceranno le Frecce sull’ennesima genialata: L’ascensore alla Patria.

(Speriamo che non volino troppo basse, con quello che ci costa andar su…)

Inutile scrivere altro. Leggiamo magari, quanto i romani siano entusiasti… Senza ‘turarci il naso’…

ascensore vittoriano

ps. (vedi la Romanella d’oro"Ammonta ad 1.150.000 euro il costo della realizzazione degli ascensori e dei piccoli interventi di restauro alla prima terrazza, mentre è pari a 10 milioni di euro il costo complessivo degli interventi che interesseranno il Complesso del Vittoriano con “la messa in sicurezza, la pulitura del marmo esterno, la creazione di sale per mostre e allestimenti ed il collegamento interno con la stazione della metro C qualora si faccia anche a Piazza Venezia”, ha dichiarato all’ADNKRONOS CULTURA l’architetto Paolo Rocchi, progettista di tutti gli interventi al Vittoriano sottolineando come “gli architetti devono avere il coraggio di fare interventi moderni su architetture classiche, occorre saperli fare nel modo corretto. Questa è una paura che si avverte solo in Italia”.

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