Il prato (pubblico) del vicino

Questa che segnalo può sembrare una stupidaggine rispetto ai problemi quotidiani di una città che soffoca nel delirio natalizio.

Eppure fa capire perché a volte le nostre battaglie ci appaiono del tutto inutili. Se infatti non siamo in grado di risolvere una cosa del genere, riusciremo poi a fare mai dei cambiamenti seri?

Bene. Anzi male.

Alcuni mesi fa avevo notato questo immondo scempio proprio di fronte al tanto pretenzioso Caffè Esperia Antonini di Lungo Tevere dei Mellini (sul quale muro un genio notturno ha scritto "YOU’RE NOW ENTERING IN FREE PRATI", che renderei targa d’oro…).

Dietro l’edicola venendo da Ponte Cavour vi sono tre vecchi e fatiscenti bocchettoni d’areazione (credo anche ormai da secoli in disuso) che assomigliano molto ad avveniristici vespasiani senza porte.

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E’ molto probabile che sia stato deciso di toglierli di mezzo (anche perché essendo marci alla base possono cadere se uno ci si appoggia appena), così sono arrivate le solite transenne a protezione dell’ubriacone o del turista folle in cerca di una latrina pubblica.

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Naturalmente la cosa resta in queste condizioni chissà da quanto tempo. E di recente mi sono accorto che non è cambiato nulla. Se non i periodici cartelloni  appiccicati dell’edicola attigua che sfrutta le transenne (un po’ per nascondere lo schifo, notate anche la condizione del giardinetto) come bacheche mobili…

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Anche questa è Roma. Mentre tutti litigano per il parcheggio o per mettere fuori tavolini di classe…Il prato (pubblico) del vicino è sempre più giallo!

4 Comments

  1. @Fab. Anche io me lo sono chiesto (e chiesto all’edicolante esterrefatta).

    Credo che dovrebbero servire al sottopassaggio delle macchine. Ma onestamente non sembrano in uno stato funzionale. Forse più che toglierli volevano rifarli nuovi.

    Possibile. Nelle nostre prossime vite. Forse.

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  2. Belle foto, posto interessante, comodamente attrezzato con panchina poggia schiena ma non poggia chiappe. Credo che data la vetustà degli sfiatatoi, lo ritroveremo ancora così in quelle condizioni, il prossimo Natale 2008.
    Ciao. Laura (degradodiroma)

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