Aguzzate la vista


Notate le piccole differenze

differenze

13 Comments

  1. Non ci vedo grandi differenze, sono due cagate. 😉
    Peraltro a me danno molto più urto gli Smartisti, che riescono a infilarsi in posti incredibili e a chiudere qualsiasi passaggio: poi, dove non riescono loro, completano l’opera i motorini.
    Almeno una macchina grossa c’è poco da fà: se non c’entra non c’entra.

    Albert1

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  2. La mia era una provocazione ragazzi, speravo anche chiara..
    Albert, non ti urta nemmeno un pò un suv che parcheggiato a sbraco occupa il posto di 3 smart?

    SUV-VIA…….!

    ps. sono una smartista, ovviamente. Educata.

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  3. @Albert
    mi ricordi Licurgo e le sue ingombranti monete di ferro per limitare l’uso e l’abuso del denaro…

    quindi se obblighiamo tutti a prendere un camion forse limitiamo il traffico?

    A parte le battute mi pare evidente il contrario. Meno spazio occupi, meno rompi i coglioni.

    E a dirla tutta nella foto (anche a me non stanno granché simpatici gli smartisti) la smart parcheggia corretta. L’altro fa un po’ come cazzo gli pare.

    ps. ovviamente c’è pure un divieto di sosta temporaneo…Per tutti.

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  4. Beh, partiamo da due presupposti:

    1) ODIO le Smart. Davvero.
    2) ODIO anche i SUV, non in quanto grossi, ma per quello che rappresentano.

    Sono due modi diversi ma ugualmente fastidiosi di rapportarsi con l’automezzo.
    Fatte salve le dovute eccezioni (LadyEsse mi vorrà perdonare per quanto segue, ma se ha la coscienza a posto non avrà problemi), Smartisti e SUVvisti hanno in comune questi punti:

    1) Si sentono “fichi”;
    2) Si sentono autorizzati a fare il cacchio che gli pare, gli uni perchè “tanto è piccola e non dà fastidio”, gli altri perchè “è talmente grossa che vienimi a dire qualcosa”.
    3) Sono generalmente distratti dalle innumerevoli diavolerie tecnologiche contenute nelle loro scatole e conseguentemente guidano a cazzo di cane.
    4) sono TROPPI.

    Io l’ho detto e lo ridico: centro CHIUSO, interdetto, verboten, niet. A fette.
    Poi ognuno coi suoi soldini ci facesse quello che vuole e ci si comprasse il giochino che gli pare…

    E parla uno a cui le macchine piacciono tanto, veramente, ma che capisce quando è il momento di lasciarle in garage. Peraltro, per quel poco che giro, giro con un attrezzo che altro che SUV, occupa il posto di due file parallele di tre Smart. 😉

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  5. 1) C’è divieto di sosta per tutti e due, quindi a cafonaggine stanno pari.
    2) Non si vedono le strisce a terra per cui il parcheggio a spina potrebbe essere in un senso o nell’altro, dando ragione alla smart o al suv. Senza questo elemento è difficile chi dei due sia parcheggiato “a sbraco”.
    3) Trattandosi di parcheggio a spina, le macchine sono (dovrebbero essere) affiancate: solo se fossero messe per lungo il SUV occuperebbe di più. Affiancate, occupano (dovrebbero occupare) ciascuna la larghezza del posto individuato dalle strisce. Quindi: pareggio.
    4) Volendo controironizzare si può osservare che la Smart spreca un sacco di spazio prima della striscia bianca, mentre il suv ci sta giusto…
    5) Devo riconoscere che il SUV ha i vetri fumé. Questo sì che è un po’ cafone…

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  6. @albert
    mica girerai con l’hammer..?

    @motondoso
    se noti i vetri fumé noterai anche che le strisce per terra (blu) ci sono e sono verticali. quella bianca infatti era per la nuova segnaletica dovuta appunto ai lavori (ecco il perché del divieto mobile).

    Ad ogni modo ragazzi il gioco era solo per far capire come ci siano assurde sproporzioni nel traffico urbano. Se poi ci volete leggere questioni sociali non so, vi prego di risparmiarmi però il Lupo a monte che se la prende con l’agnello a valle, sul fiume inquinato…

    Se tutti quelli che girano con i suv girassero con le smart ci sarebbe molto più spazio.

    fine.

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  7. Nonono, per carità.
    Non ti nascondo che un Hummer non mi dispiacerebbe, ma dovrebbe essere uno di quelli “non civilizzati” (la versione militare, magari verde opaco) e soprattutto non dovrei vivere qui.
    Me ne vado a zonzo però con il primo SUV della storia, una giardinetta prodotta da una defunta casa automobilistica americana con trazione integrale, fiancate in finto legno e interni in finta pelle e finta radica. Il trionfo del kitsch.
    Questo quando ho voglia di contribuire al riscaldamento globale.
    Per il resto i miei mezzi sono il trenino FR1 e la metro A, nonchè i miei sempre affidabili “fettoni” che, in definitiva, bastano e avanzano per la gran parte degli spostamenti…

    A prescindere da tutto ciò, io sono contrario a questa generalizzata ostracizzazione dei SUV (non mi riferisco a te in particolare, anzi il tuo atteggiamento è uno dei più morbidi in assoluto). Tanto per cominciare si tratta di una “moda” e come tale è destinata ad esaurirsi. Chi si ricorda i primi anni ’80, quando cominciarono a vedersi i fuoristrada in città ? E tutti giù a dare addosso alle Jeep, fatto sta che i “tozzi” fecero impennare le vendite di Mitsubishi Pajero e Jeep Cherokee (quelle tremende squadrate con motore italiano e distribuite dalla Renault – un aborto). Poi è passata. Poi è stata la volta delle CityCar, tutti a odiare le Smart, poi è passata. Poi ancora le “repliche”: New Beetle, Mini, Cinquecento, e via andare…
    Adesso, il fatto che qualcuno senta il bisogno di un appartamento su quattro ruote non mi sembra così deplorevole e tutto st’accanimento non lo capisco.
    Tanto parliamoci chiaro: il discorso è come quello che esce sulle sigarette. “Fumo leggero che fa meno male”. Ma sempre il cancro te fa venì. C’è poco da menarsela. E allora, se ti devi fumare una sigaretta, che sia una di quelle buone, perdinci !
    Capiamoci, qualsiasi cosa si muova con un propulsore a combustione interna e che bruci idrocarburi inquina, puzza e ingombra. Poi può farlo più o meno, ma il numero di mezzi in circolazione e l’esiguo spazio a disposizione rendono irrilevanti le differenze.

    Morale, se hai quattro ruote rompi le palle: che poi l’interasse sia di 2 metri o di 5 non è che fa la differenza. E’ questo il motivo per cui l’unica soluzione è la pedonalizzazione.

    Sul sociale, l’unica cosa che non mi torna è come sia possibile che tutti fanno il pianto che non arrivano alla fine del mese ma poi dove vai vai trovi minimo due macchine, la parabola, il TV al plasma e 18 cellulari. Ma qui mi sa che imbocchiamo un’altra strada e mi si accende la spia dell’ Off Topic…

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  8. @albert

    lungi da me impicciarmi della tua logica-dinamica, la mia era una solo una battuta (per altro toppata, visto che nemmeno lo so scrivere Hummer.. mi faceva più effetto crederlo sinonimo di martello..)

    fatto sta che io sono assolutamente anti-nulla e per me uno può anche girare con il blindo da cavalleria.

    Solo (e su questo conveniamo) non in mezzo alla città. Figurati, a me rompono le balle anche le 2 ruote a motore. Però la nostra utopica tabula rasa di traffico è un po’ lontana ancora. Perciò per adesso mi limiterei a ridurre i volumi.

    Ripeto, vedere sfrecciare per Monti una fighetta (parlo di un maschio) con la smart può darmi relativamente fastidio, soprattutto se sono in bici davanti a lui. Ma se lo stesso è a bordo di un SUV, si è come sempre incastrato in una curva a gomito e mi chiude il passo nervosamente, mi viene il desiderio di seguire l’esempio di M. Douglas nel suo Giorno di Ordinaria Follia e sogno un colpo di bazooka risolutore…

    Sulle tue ultime righe non posso che convenire, anche se più di ogni altro feticcio, la “macchina” per l’italiano resta il suo demone primario. Quando gli italiani capiranno che possono essere perfino più invidiati quando non sono a bordo della loro bara metallizzata, l’Italia diventerà un Paese civile a tutti gli effetti.

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  9. Abbiamo voluto la civiltà dell’automobile, mò ce la teniamo…

    Zob.

    La seconda legge della dinamica del traffico romano: le automobili tendono ad occupare ogni spazio libero. Eliminando una molecola, lo spazio verrà immediatamente preso da quella più vicina o, in mancanza, da tanti organismi monocellulari quanti ne sono sufficienti alla saturazione stabile.

    La prima legge recita invece che lo spazio è, per definizione, saturo.

    Salvo poi le botte di culo tipo la mia di ieri sera: parcheggio regolare in strisce blu, via Crispi proprio alla fine, angolo Sistina. Due euri e mezzo nella macchinetta e via.

    Colpo fortunato poi puntualmente punito: lo spettacolo di Joaquin Cortès era una sòla senza precedenti. Mannaggia a chi ha scritto le recensioni delle date di Milano. Per fortuna che ieri era l’ultima serata se no sai quanti altri ci cascavano…

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  10. Sto ancora a rosicà.

    Deve essere quella stessa sensazione che hai quando ti trovi il mattone dentro la scatola del cellulare comprato a Napoli.

    Oggi mi hanno prestato una 500 nuova: spero vivamente che faccia “moda” in fretta e che se ne riempia la città, è veramente una city-car !!! Altro che Smart…

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