Questa non è una città per zebre

Ne parliamo da quanto?

Ricordo che ormai avevo coniato una categoria per Roma:

“Dove osano i pedoni”

Che rilanciai a lungo dalle colonne dei miei vari voli e picchiate nel web. Ebbene, ancora una volta, l’ennesima, mi ritrovo qui a denunciare un esempio della totale incapacità urbana nella gestione del traffico e degli attraversamenti pedonali.

Siamo a piazza Venezia, più precisamente all’incrocio della stessa con via Cesare Battisti. Uno dei Capo Horn romani. L’emblema del caos anarchico e irrisolto di questa città (non l’unico in zona).

Qui si crea da sempre un vero e proprio incastro di lamiere e pedoname, dovuto al posizionamento insensato delle strisce orizzontali. Le famose “zebre”.

Dopo secoli di anarchia allo stato puro, con molti  incidenti e tamponamenti, diversi anni fa, qualcuno si rese conto che era meglio arretrare più in alto l’attraversamento per liberare la curva. Tuttavia per molto tempo rimasero entrambe le zebre, con diverse inclinazioni e rapidissimo sbiadirsi, con evidente peggioramento della situazione.

zebre cesare battisti

una veduta google fra le mille versioni di rifacimento della segnaletica stradale in questa zona

Così piazzarono le solite transenne. Per un po’ di tempo quelle classiche, che questo blog ha come mulini a vento nemici, poi recentemente ecco quelle nuove in ferro battuto. Ben strette. Peccato che si siano dimenticati di cancellare le vecchie zebre, e di impedire dall’altra sponda di intraprendere il periglioso attraversamento. Con il risultato che la gente si butta nel fiume feroce del traffico e scopre sulla riva opposta di essere ancora in acque drammatiche… Anzi deve costeggiare le transenne per approdare sul marciapiedi agognato.

Dove osano i pedoni

due ragazze arrivano alla fine dell’attraversamento e restano perplesse…

Ecco la diretta. Di oggi.

 

Ovviamente, leggendo certi commenti, capite come la cosa più difficile da quando è arrivata la Raggi (con il suo popolo di fan-anatici a difenderla), sia diventata anche solo denunciare certi problemi. Come se fosse una battaglia contro il Comune. Perché c’è lei.

Ve lo ripeto: NON CE NE FREGA UN ACCIDENTI DI CHI FA IL SINDACO. Cerchiamo di risolvere i problemi della città. Di raccontare quello che accade. Sperando che qualcuno intervenga.

E’ ancora possibile (anche se fosse, come è quasi sempre stato, del tutto inutile)

Grazie

 

PS. Forse ho una soluzione NUOVE STRISCE PEDONALI per Roma.

STRISCE PEDONALI 3D

Esistono!

Strisce-pedonali-effetto-ottico

Sul Serio!

 

Ciechi, non pirla

Questa è una storia davvero assurda. Una di quelle che fanno capire ‘in che mani siamo’…

Quand’ero piccolo ringraziavo sempre il Creatore (o chi per Lui) per avermi dato la vista; nemmeno potevo immaginare cosa significasse ‘non vedere’. Crescendo ho capito che i non vedenti (guai oggi a chiamarli ciechi, a meno di non farci sopra un film e prenderci pure i premi dalla critica perchè sveli che la gente si è scassata del politicamente corretto, oltrettutto corrotto) in realtà sviluppavano doti che il resto della beota umanità nemmeno si sogna, mentre pascola felice, tutta insieme appassionatamente, nelle vasche paesane di tutto il mondo.

Una di queste differenze, ad esempio, è che il cieco fa a meno di sgomitare con il turistame da sbarco, capoccia bassa, zaino in spalla. E un ombrellaio magico in testa da seguire tipo ratto rincoglionito.

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Già. Il cieco si dice: "non ci vedo, ma almeno non sarò costretto a marciare lungo i percorsi intelligenti, pseudo pedonali, facendo lo slalom tra tavolini selvaggi, tovagliati occupanti, dogane di punkabestia con cani sciolti alle calcagna, venditori di rose, quadretti, foto, insetti, poster, occhiali, e poi elemosinatori assilanti, falsi invalidi, fotografi famelici, oggetti luminosi non identificati che ti cadono in testa, scariche elettriche rumorose, camerieri incazzati, statue umane che ti saltano addosso, gipsy kings de noantri… E no! Io me ne vado in quello stradino laterale dove non passa un’anima e al massimo inciampo in un drogato o in un barbone, ma che pace.. Chi se ne frega di lanciare la monetina nel Fontanone. Tanto manco ci arriva. E se lo fa, se la incula dartagannane nottetempo."  

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Insomma la libertà. Buia. Ma Libertà.

Eppure qualcuno ha pensato di riacchiapparli per le orecchie. E a Roma, si sa, "nun se famo mancà niente": Così ecco la geniale iniziativa dell’Anello sperimentale fontana di Trevi – Percorso via del Corso – Pantheon.

Una sorta di sentiero elettronico sotto la strada: "L’impianto assolve alla funzione di fornire al non vedente la direzione di percorrenza, in modo assolutamente certo e continuo. Ciò viene realizzato mediante una sorta di corrimano elettronico generato da un conduttore nascosto nella pavimentazione (anche a diverse decine di cm. dalla superficie) e attraversato da un debolissimo segnale che, captato da un normale bastone per non vedente opportunamente adattato, lo trasforma in una vibrazione percepibile all’impugnatura".

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Esatto. Proprio così. E dove lo facciamo? Ma ovvio, nel punto più trafficato pedonalmente della capitale. Il decumano dei turisti. Che li sposta come buoi nel canyon tra Trevi e il Pantheon. In tanti, troppi mi chiedevano cosa fossero quegli orribili targoni di bronzo che non dicevano una ceppa dei monumenti intorno ma riportavano anche un pensierino in braille sull’opera meritoria. Così lentamente siamo risaliti alla verità. Datata 1997. Ai tempi credo della leggendaria giunta cittadino-bibbitaro-rutelli. Er mangia cicoria.

Unica consolazione. Ripensando ai costi dell’opera e all’incasinamento quotidiano del percorso. In dieci anni (ci passo ogni giorno) di ciechi ne ho visto uno. Incazzato come una bestia perchè si era perso. 

 trio

 in questa foto c’è tutta la poesia della nostra adorata città…