Cestini privati e ai romani privati

Che bella Roma…le sue piazze, le sue fontane, i profili dei palazzi…i suoi imparagonabili monumenti. Tutti unici e da togliere il fiato, vero. E il Pantheon…ah il Pantheon…! Roba da sindrome di Stendhal!
Giravo affascinata col naso all’insù…via di pietra, piazza della minerva, via del seminario…eccitata quasi all’ennesima vista del colossale Pantheon, lì nel bel mezzo di piazza della Rotonda.

Orbene va ricordato che la giornata festiva e assolata complicava un po’ le cose in fatto di quantità di massa umana circolante: il turistame a passeggio randagio, i nostri amici africani con l’ultima Prada sui loro teli, il romano che vuole il caffè alla tazza d’oro, gli strimpellatori stonati di strada che racimolano quanto un operaio in un mese…Insomma, un mondo in festa che si ritrova nel centro storico.

Che ne pensa il Comune di Roma di questo universo orgiastico? Come attrezza i proprio uomini e come schiera i propri mezzi? Oltre a puntare di spillare i soliti spiccioli al gregge spilorcio, si ragiona sul suo passaggio? Nossignore.

Caro Campidoglio e Cara Amministrazione Ama, può darsi pure che il turista ci venga a Roma l’anno venturo, ma sarà dura fargli (e farci) credere che esistono oltre 19mila cestini gettacarte se quello che vede è questo! Peccato che nessuno dei 6600 dipendenti sia passato da quelle parti lunedì. Né come turista, né come cittadino…né tantomeno come operatore.

Ci date la possibilità di avere una città pulita? Sempre a questionare sulla cultura dei romani e dei turisti quando pur avendocela – quella cultura del pulito – manca sempre qualcosa: i cestini! E poi quelli che ci sono saranno anche belli (soprattutto costosi) ma NON SONO FUNZIONALI!!! Fessure impraticabili che non invitano certo lo sporcaccione consumista. Capienza ridicola.

L’epilogo della mia avventura con tanto di sacchetto post pranzo in mano è stato paradossale. Vicino questo esempio di lavoro-non-sufficiente dell’Ama c’era il solito paninaro pseudoromano con un suo proprio cestino porta rifiuti. Prima si stupisce della mia perplessità davanti allo scempio ambientale. Poi, mentre faccio per buttare il sacchetto nel suo cestino, mi dice vistosamente di NO. Il cestino è suo e i miei rifiuti – residuo di un pranzo diverso dal suo panino – non sono ben accetti.

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E adesso che faccio??
Camminare. Anche col naso all’insù. In cielo non ci sono cestini ma nemmeno cartacce…

By Lady S

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