Scioperare o non scioperare, questo è il (falso) problema.


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Mi pare piuttosto paradossale la cosa. Oggidì, fra l’altro… Ricordiamo la Presa della Bastiglia..? Cosa prendiamo così?

Sebbene (ormai credo lo sappiano anche i muri, non solo romani) io sia da sempre contrario ad ogni vaghissimo tentativo di controllo o censura, e sul mare di Internet quindi, tale ideale divenga la mia bandiera da difendere col sangue, non riesco a seguire fino in fondo l’eguaglianza:

contestazione = sciopero.

Anzi, francamente, è una cazzata. Intanto perché come dicono saggiamente alcuni colleghi, il silenzio è l’arma peggiore in generale, figuramoci in questa vicenda. E poi perché il paradosso risulta evidente.

Che sciopero fa un blogger? Quando non scrive? Non commenta? Non legge? O è quando resta offline tout-court  che sciopera? Infine, nel migliore dei casi (almeno si capisce qualcosa), se aggiorno con icona e relativi link e commenti proprio oggi, di fatto non sto affatto scioperando. Anzi.

Facciamo così. Io non sciopero, ma dello sciopero faccio sapere. Meglio?

Cliccate sull’immagine per a posizione degli scioperanti, e qui per quella dei "crumiri", come me.

Meraviglie della tecnologia (e rovesci della medaglia)

A volte non ci sono parole. Solo immagini, come diceva (ops mostrava) il grande Kubrick.

E’ il caso dell’ultima affascinante diavoleria di quei santi demoni di Google. La Roma Imperiale che rivive virtualmente (e non c’è bisogno di rivedere il Gladiatore o fare una passeggiata nell’orripilante Washington per intuire quanto gli yankees sbavino per quella antica, unica, irraggiungibile gloria). Si tratta, come ci fanno sapere, della più imponente simulazione architettonico-urbanistica in 3D di edifici storici che sia mai stata resa disponibile a chiunque nel mondo. Ancora un po’ freddina forse, ma lascia intendere le potenzialità e la Libertà* di questi magici strumenti (oltre alla maniacale dedizione ai progetti di questi signori, che me li fanno accostare, a volte, ai monaci amanuensi del passato, mentre noi annaspiamo nel medioevo quotidiano).

Certo oggi non si fa a tempo ad impratichirsi con uno di questi  super gadgets (dal sapore anche un po’ del soma…per la verità) che subito te ne sfornano un altro ancora più suadente. Io, per esempio, ero rimasto all’ultimo giochino per rispolverare la mia vena veramente latina di "gutta cavat lapidem" e, sullo spunto di un recente commento nell’ultimo post, fare appello al coraggio del nuovo applauditissimo Presidente americano per rimuovere ambasciatore e transenne (bastano anche solo le seconde) da dove sappiamo

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E già nel mentre il mitico Bisco mi aveva fatto scoprire ben più azzardati utilizzi con la vista su strada

http://maps.google.co.uk/maps/sv?cbp=1,326.45600263224384,,1,0&cbll=41.983317,12.508162&v=1&panoid=QgTo6Js_PViq59ZrQ3NHGQ&gl=&hl=
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In che mondo si vive, forza, non parlatemi di noia almeno…

* Considerando come da noi ancora cerchino in maniera subdola d’imbavagliare la Rete e la Blogosfera, o come lucrino sulla libera connessione, direi che certi esempi  restino bandiere della "Land of the Free"…

'A festa de' Feisbuc

Sapete no? Domani anche a Roma ci sarà l'ennesima tappa socio-interattiva del nostro attuale mondo pieno di controsensi. Quello che a me piace definire storicamente il Decadentismo Schizofrenico (una supertecnologia per fare cose sempre più stupide. Mah…). Adesso però non mi avventuro nei consueti sermoni (non è questa la sede, altrove le mie  infernali omelie sono senza fine) sull'ossimoro esistenziale di gente sempre più sola che ha sempre più modi per comunicare.

Dico solo questo:
Evitiamo almeno le manifestazioni di massa che rendono questo paradosso ancora più patetico. Ve prego. Le feste famosele da soli. Le sapemo fa'. Molto mejo.

Ovviamente il sottoscritto, come quasi il resto del mondo della sua età e della sua fasciona sociale, è vittima del contagio (quasi ricatto) delle sirene di pixel che ci bombardano quotidianamente. Oltretutto le componenti relazionali, pratiche, affettive, rimembrative, presenzialistiche e promozionali di questa Evoluzione nelle trame della Rete, sono davvero straordinarie, perciò io non sono certo il solito che sputa nel piatto dove mangia, fingendo di non aver fame. Non sarei blogger, altrimenti. La Blogosfera è un social network. Sia chiaro.
Il problema è che ora la cosa prende sempre più una piega autorefernziale che vive a prescindere dalla personalità. Si pensi solo al tempo sprecato per il virtuale pane quotidiano.
All'inizio fu la chat (vi ricordate il primo ICQ?), la possibilità di conoscere e comunicare con qualcuno dall'altra parte del globo, fino ad un incontro affascinante e surreale. Poi arrivò la community, quindi la proprie pagine personalizzate, il blog. Adesso il social network, che del resto qui da noi arriva perfino in ritardo con tali proporzioni (Facebook eredita interi ceppi dallo snob ASW, dal piacionico Badoo, dal caciottaro e ormai defunto [?] Aupat, o dal freddo ed inutile LinkedIn).

Insomma. Dalla finestra sul mondo, alla vetrina sul mondo.

Tutto comprensibile. Ma che oggi ci si chieda la connessione al posto del numero di telefono (gli indirizzi ormai non li ricorda nessuno, poi prendiamo in giro i giapponesi!) fa un po' riflettere. Con persone che vediamo tutti i giorni e magari conosciamo da una vita! Senza contare che esiste un mercato, una grottesca guerra e una durata media nella moda di questo fenomeno sempre più ingombrante e paradossale.

 


Rendiamoci poi conto anche della portata grandefratellifera (o ancora più da "Brave New World" di Huxley) che tutto ciò comporta. Altro che telecamere in città. Qui siamo costantemente sotto osservazione, e probabilmente già condotti (in schiavitù?). Del resto Il Grande Google, non è già un enorme social (e mental) network?

Net Neutrality all'italiana.


Esco solo pochi secondi dai miei confini serciaroli per parlare di Internet Neutrality.

Inutile ripetere quello che potete trovare sul web circa la questione. Vi rimando ad esempi e link ottimamente curati. E alle battaglie da appoggiare.

Aggiungo solo questo. Recentemente, e deve essere solo una coincidenza, ho avuto molti problemi di caricamento con Splinder (tutt’ora ne ho). Ma ho avuto gli stessi problemi anche con altre piattaforme ed altri social network, mentre ho rilevato le consuete (se non superiori) velocità di connessione su altri portali.

Tali differenze le riferisco in particolare fra virtuali indirizzi italiani. Non è un caso che qui da noi, della Neutralità della Rete, se ne sia parlato relativamente poco. E dato che il nostro Paese eccelle sempre nel fregare i propri utenti (pensate solo ai famosi scatti alla risposta o alle recenti promozioni wi-fi a pagamento, quando in tutta Europa ormai navighi gratis dove vuoi, e certo senza ausilio di chiavette, visto che ogni portatile ha il suo modem integrato…) non vorrei che già da qualche tempo qui fossimo nel classico traffico nostrano, dove passano sempre prima quelli con le auto blu…E noi restiamo in fila.

Perché tutti gli utenti connessi sono neutrali, ma alcuni sono più neutrali degli altri.