Ministeri delle attività transennate

Ecco un altro classico esempio di eleganza e funzionalità politica tutta romana. Sulla famosa via de La Dolce Vita che fu, evidentemente non bastavano le sempiterne transenne intorno all'Ambasciata americana (sostituite solo su un tratto).

Da diversi anni ci sono quelle tutte governative che blindano gli ingressi ai Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico (o Attività Pruduttive) praticamente uno di fronte all'altro.

Se quelle del Lavoro risultano quasi sopportabili, perché almeno permettono ai pedoni di continuare a camminare sugli ampi (quanto rari) marciapiedi romani,

trasenneveneto2quelle che invece vanno oltre lo schifo e spingono i pedoni in mezzo alla strada, proprio in curva sono a protezione (non si sa perché) del secondo ingresso e di gran parte del marciapiedi dell'altro misterioso ministero. Guardate che scandalo: Un vero sbarramento pedonale con conseguenze pericolose.

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Siamo tutti Prigioni

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Siamo tutti pedoni, fra  transenne

Finale di partita

Dopo aver cacciato il bike sharing, spezzato catene e abbattuto colonnotti, vivacchiando fra transenne monche e nastri gialli, ora il varco è tratto. Hanno vinto. Con buona pace del cartello pedonale per la Maddalena.

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Perché non far pagare anche i motorini?


Prima della gustosa scenetta fotografata nel post precedente, avevo anche notato questa poetica oasi, appena dopo aver attraversato l’antico Pons Fabricius, sotto l’icona della Madonna della Lampada


Madonna dei motoriniEcco. Prima che la povera Madonnina (che la tradizione vuole prodigiosa perché in seguito ad una piena l’immagine fu sommersa dalle acque, ma una lampada posta lì di fronte si mantenne accesa..) sia sovrastata dai motorini e motoroni, e diventi così:

madonnadeimotorini
Io rilancerei l’idea che bisogna far qualcosa per l’invasione delle due ruote. Si fa un gran parlare di parcheggi per auto e di strisce blu (le cui modifiche sono condivisibili), ma non vedo soluzioni su questa pericolosa e totalmente anarchica alternativa. Facciamo parcheggi decenti anche per le due ruote (che prevedano gli spazi per i pedoni) e regoliamo un tariffario che consideri lo spazio occupato. Mi sembra una proposta più utile rispetto al divieto di fumo per chi guida…(ps. a proposito, sarà vietato anche in motorino?).

Ecco altri esempi quotidiani, freschi freschi (che dai tempi della nascita di questo blog sembrano rimanere eternamente irrisolti).

motorinIndovinello pedonale. Dove passo?

dubbiosoluzioneForse l’unica lieta novella, il raggio di sole, sono le postazioni Bike Sharing, quando non vengono tappate anch’esse, diventano illuminanti passaggi di luce

passaggiodelsole

Intervallo


siepe sul varco pedonale

Piazza della Minerva. Passaggio pedonale. Dentro o fuori.

chiuso dentro

Te la piazzo in Piazzetta


Le ormai tragicamente note riqualificazioni romane hanno in comune, oltre alla consueta bruttezza dei lavori e all’idiozia delle fantasie d’arredo o della loro funzionalità pedonale, un tipico doppio gioco di questa nefasta casta.

Con la scusa di migliorare l’estetica della città, con la scusa di restituire ai pedoni le piazze, prima espropriano il parcheggio ai cittadini (paganti per giunta) quindi sulla cementata ripavimentazione dai gradini, ghirighori taglienti ed osceni dissuasori, nel solito deserto d’alberi (recuperati poi con tragici vasoni prigione di poveri alberelli assetati) si scopre sempre che quelle catene (quando non sono transenne!) o varchi chiusi al traffico, in effetti si aprono per far passare e parcheggiare le loro auto blu.

Guardate un tipico esempio. Piazza della Pilotta.

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Queste furono le parole del Profeta Morassut, ora alle prese con la scomunica ad alcuni eretici provocatori…:

Assessore Morassut, perché pedonalizzare piazza della Pilotta? «Abbiamo concordato l’intervento con la pontificia università Gregoriana, e con il rettore padre Imoda. Piazza della Pilotta meritava di essere riqualificata e di non essere più solo un parchegio a cielo aperto».

[la g mancante non l’ho aggiunta, nel copia e incolla originale, alla Galimberti… Fa molto più buon padre]

Io, visto che sono in tema di proposte per la nuova giunta, faccio anche questa (da sempre):

Chiudiamo il centro al traffico. A tutti però. Che vadano i bicicletta politici, prelati e vippetti vari.

Che gli fa bene.

Ipocrisia Sharing

Ci sono delle cose che fanno capire quanto in questa città sia quasi impossibile apportare dei piccoli e sani miglioramenti.

La vicenda del fantomatico Bike Sharing è emblematica.

Non starò qui a ricostruire tutta la lunga sequela di colpi di scena degni del miglior cabaret all’italiana  (vi linko dove potete capire in quale atto dell’operetta siamo giunti). Certo viene il solito sospetto che il gran can can fosse stato orchestrato solo per eccitare gli elettori.

Mi limito a raccontare l’esempio simbolo di questa odissea. Dove tutti a parole fanno i "corretti" ma nella pratica sono solo "corrotti" (almeno in senso morale, non oso pensare peggio).

Piazza della Maddalena, tanto per cambiare.

Era stata scelta fra i punti postazione per le rastrelliere delle bici. Qualcuno si è lamentato, in difesa del valore e dell’importanza della Piazza (!!!!). Nobile gesto, anche se non si comprende quale fastidio possa recare una romantica fila di bici. Comunque via alla protesta, alle lettere, alle petizioni.

Dal Corriere della Sera ("dalla parte del cittadino"…) Martedì 18 Marzo 2008

cipensailcorrierecipensailcorriere2Morale?

La rastrelliera fantasma è stata tolta. Ovviamente la notizia si è sparsa fra altri difensori del proprio orticello. Te pareva…(*)

Ora finalmente tutto torna alla splendida normalità. Ora sì che la Piazzetta è ben tutelata…

al posto delle biciSe questi sono i cittadini, i nostri sindacati. Figuriamoci quanto sindacheranno i nostri sindaci…

(*) Che le auto in blu diano sempre il buon esempio nemmeno lo ricordo, è un postulato.

Pedonali a Parole

Strazio della Maddalena

http://maps.google.it/maps?f=q&hl=it&time=&date=&ttype=&q=Piazza+della+Maddalena,+00186+Roma+Roma,+Lazio,+Italia&sll=41.442726,12.392578&sspn=9.763482,23.950195&ie=UTF8&cd=2&geocode=0,41.900097,12.476640&t=k&om=1&s=AARTsJriNcLGoJhiZdDqFMHwZkqn6Nef1A&ll=41.899634,12.477132&spn=0.002795,0.00456&z=17&iwloc=addr&output=embed
Visualizzazione ingrandita della mappa

 

strazio della maddalenaSono anni ormai che questa zona (tra il Pantheon e le Coppelle) vive simili paradossi. L’hanno pian piano chiusa, ripavimentata, sempre più resa ostaggio dei tavolini selvaggi e delle recinzioni pedonali. Risultato? Ci sono più mezzi nella zona pedonale che in quella percorribile.

Basta ‘tirare la catena"…

strazio della maddalena 2

Come da tempo vado dicendo, infatti, non serve proprio a nulla creare queste impossibili oasi più o meno protette. Diventano refugium peccatorum per quelli della sosta casta:  

Quelli che "du’ minuti e torno – devo scaricà – mica sto a giocà – aspetto l’onorevole o su moglie"…

E se riesci a imbucarti (a piedi o in bici) eccoti al pedaggio dei venditori abusivi. Oggi sono gli ombrellari… Piove.

Governo ladro.

Sempre.

Rosso Relativo

Peccato che splinder consenta max 15 mb per i filmati.

Sono stato più di 5 minuti (81 mb) a riprendere il testardissimo semaforo rosso fisso di Largo Argentina / Corso Vittorio (davanti a Largo delle Stimmate). Quello che per i pedoni più fortunati e meno coraggiosi (gli altri non aspettano il verde ma un varco tra le auto) dura 10 secondi al massimo. E sgrillettavo sulla chiamata pedonale intanto!

Erano circa le undici di sera. Ma non cambia di giorno.

E io mi sarei squagliato al sole fra i turisti lessi per raccontare questa ennesima chicca…