"Di traffico si muore". Ma che tocchi pure agli altri


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Io mi sono davvero stancato. Questa vita da martiri morituri te salutant comincia a starmi proprio stretta. Non si può continuare a subire o nel migliore dei casi salvarsi, magari fuggendo, nascosti, rassegnati. E parlo, ormai mi conoscete, come uno al quale sono sempre state sulle balle tutte le forme di associazionismo e di rottura dei coglioni del prossimo per avere diritto al mio (="nostro") spazio.

Anzi, io ero quello che difendeva i tassisti romani perché volevo il centro chiuso eccetto che per i mezzi pubblici e proprio per loro. Adesso li guardo come pericolosi squali della strada, ingordi ed isterici. E mi stanno sulle palle perfino gli autobus, che guidano e si comportano come pazzi delinquenti. Le autoblu (di tutte le razze, generalizzo al massimo, non mi cagate il cazzo) con i loro immondi equipaggi di orchi vestiti a festa, le odio. Da sempre. 

Altro che cordoli e preferenziali (dove ti falciano meglio). Senza ciclabili autentiche io voglio la tabula rasa. Non voglio più nessuno fra i coglioni. Nemmeno i p(i)edoni pascolanti dello shopping. Non parliamo di motorini, scatolette varie e scooteroni bidet per culoni pigri ma sempre di corsa.

Questa è una guerra. Va bene. Siamo circondati. Ma allora ci batteremo, mi batterò. Fino alla fine. Come il Cyrano.

Non si può morire davanti al Colosseo mentre si pedala tranquilli sulla pancia dell’Impero Romano che fu, magari ammirandolo come solo chi è libero può fare davvero. Adesso basta. Scoprirete tutti, da soli, che qualcuno vi aspetterà al primo semaforo rosso che accettate. E vi ricorderà cosa è il rispetto (non solo) di un ciclista. E ve lo ricorderete. Stetene certi.

Bastardi.

7 Comments

  1. Concordo, l’ho segnalato anche io. Ma qui pare che anche il comune sia colpevole.
    Comunque è vero: i tassisti guidano come dei pazzi, me ne sto accorgendo da quando vado in bici con il mio bimbo per cui, nonostante la mia abitudine a seguire le regole, ho deciso che in bici (con mio figlio) vado sui marciapiedi! Visto che la pista ciclabile ora è un diritto (perchè dovere del comune farla su tutte le vie che ristruttura, quindi come a dire le nuove strade devono avere la ciclabile) laddove manca, mio figlio ha il diritto di essere protetto da questi pazzi al volante. Mi facessero pure la multa..

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  2. Da quando giro in bici ho scoperto di avere un vero talento creativo per gli insulti e le maledizioni (molto articolate e personalizzate a seconda delle occasioni).
    Quando solo da sola in bici (rispettando il CdS) mi prendo quello che é mio diritto: la strada.
    Non vado né piano né forte, non taglio la strada, non zigzago, mi fermo alle strisce e ai semafori, non faccio cose assurde e pretendo di essere considerata alla stegua degli altri veicoli e fino ad ora é andata bene (a parte una scazzottata con un automobilista… ma questa é un’altra storia).
    Quando pedalo con mio figlio a bordo sono 1000 volte più prudente, ma al tempo stesso 1000 volte più arrabbiata e pronta a mangiarmi vivo l’automobilista/scooterista/pedone/pezzo di cacca che con la sua prepotenza o scelleratezza mette a rischio la vita di mio figlio e mia.
    Perché qui, se ancora non si fosse capito, si parla di spezzare vite in un attimo per stupida distrazione o prepotenza o ansia di arrivare 5 minuti prima.
    Quindi pazzi furiosi motorizzati non sottovalutate le mamme in bicicletta, state pur certi che per proteggere il proprio piccolo sanno diventare delle tigri feroci pronte a staccarvi un orecchio a morsi!

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  3. Cia vevo pensato a rispondere anche su 60, ma ho avuto una botta pazzesca al fegato e mi prudevano troppo le mani…
    Mi sembra che ultimamente il livello si sia deteriorato terribilmente, non so se é una fuga di cervelli o solo un decadimento neuronale generale.. un po’ come succede con i materiali radioattivi per intenderci.
    Vabbé, faccio 15 minuti di meditazione zen, mi sparo un pìaio di valeriane e prova a commentare anche di là

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  4. Grazie Mamaa,

    hai ragione (in parte) su Zero Sei, ma sto lavorando (primo caso di insider blogging alla rovescia) per renderlo un fratello maggiore importante (c’è uno zio sono molto saggio). Presto avvierò una serie d’interviste fra i senatori dei blogger romani. Estote Parati.

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  5. Quando si guida nel traffico, impazzito, non basta saper andare in bici, bisogna essere delle faine, agili ed acrobatici. Ma si può? Io sì, sono uno che ha vissuto per sette giorni con il culo su una bici, e le gambe mi permettono di schivbare il pericolo, di fare delle accelerate tra auto che si guerreggiano al semaforo. Ma per persone normali, mamme con bambino o anziane  simpatiche e coraggiose donne che hanno ancora il coraggio di  fare la spesa in bici… Il ciclista è sulla strada la persona più fragile in assoluto, ancor più del pedone.
    Per la categoria tassisti, ma per piacere, i tassisti? sono convinti di essere i padroni della strada, io da pedone mi accorgo che questi ti passano sopra, mica si fermano, arroganza e menefreghismo.

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