In difesa del tifoso

Controvoglia mi tocca a dire la mia sull’ennesimo pasticciaccio italiano che ovviamente ha a che fare con la mia città.

Premetto che io non sono un ultrà e anzi, dalla mia curva mi sono allontanato in tempi non sospetti per motivi addirittura socio-politici (non mi interessava mischiare le cose e anzi mi annoiava).

Di conseguenza confesso la mia professione di tifo giallorosso.

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Ora. Essendo un contagiato di malattia terminale (TIFO significa proprio questo, le balle sullo spettacolo e sul gioco più bello del mondo andate a raccontarle ad altri fessi americanoidi) posso sparare le mie cazzate liberamente.

Allora. Prima di tutto questa tragedia italica col pallone c’entra davvero poco. O meglio, la reazione idiota dei tifosi rappresenta solo l’emblema del rapporto Stato-Popolo del nostro Paese ormai totalmente allo sbando. 

Da questo punto di vista occorre finalmente svegliarsi, come da tempo in pochi andiamo dicendo. Quando mi trovo d’accordo con teste di blog agli antipodi come RomaCogitans e  Leonardo, significa che davvero la situazione è critica. L’Italia è in ginocchio. La gente non ne può più. Il filo rosso sangue che collega (solo per parlare dei fatti nostri) la notte del derby e il dramma di Tor di Quinto (parlo delle reazioni), fino alla guerriglia dell’altro giorno, non può far trascurare che il terreno rivoluzionario è anche troppo fertile.

Decidere da che parte stare diventa la domanda del giorno.

Non si può fare soldi scrivendo libri come LA CASTA, e poi pretendere il rispetto delle Istituzioni. Non si possono fare governi o giunte che promettono e assicurano garanzie di cambiamento e poi si occupano solo delle proprie retribuzioni. Non si può massacrare sempre il cittadino e poi meravigliarsi perché quest’ultimo non si fida delle forze dell’ordine.

Ecco pensiamo solo a quest’ultimo dato.

Siamo sinceri. Io lo sono e da tempo lo dico. Chi si sente sereno quando vede una divisa?

Pensateci. Siamo in macchina e notiamo una volante o un posto di blocco. Qual’è la prima reazione che abbiamo? Ansia. Ci sentiamo subito possibili trasgressori. Una paletta ci impone di fermarci ed ecco che si manifesta il dramma. Sappiamo che troveranno qualcosa che non va. E noi ci sentiamo prigionieri. Evasi braccati.

Tutti ci siamo trovati nella kafkiana situazione in cui un un ometto in divisa (o in borghese) ci manca di rispetto invece di proteggerci. Io ho paura della polizia. Ecco l’assurdo.

Ed è questo è il sentimento dell’italiano nei confronti delle forze dell’ordine. Lo stadio è solo l’ultimo sincero, autentico coro ditirambico che canta il suo disagio, la sua rabbia, fino a sconfinare nella reazione più idiota. Basta pensare a tale controsenso: Alle tifoserie più violente rode il culo se viene ammazzato ‘uno di loro’. Ma perchè non chiedono la sospensione delle partite se muore un bambino che attraversa la strada rincorrendo un pallone? Ancora meglio: Se fosse per gli ultras che vanno allo stadio con le armi, quanti morti ci sarebbero a domenica senza polizia a fare da cuscino? Ora, è chiaro che io che conosco lo stadio (non solo Roma) so anche benissimo che le vere botte le ho sempre rischiate solo dalle cariche delle forze dell’ordine (i tifosi sanno riconoscere chi vuole fare a schiaffi da chi se ne tira fuori), ma perchè le frange estreme si uniscono per difendere la morte di qualcuno che nemmeno conoscono, quando sono pronte ad ammazzarsi per una sciarpa? Siano oneste anche loro. La cosa è contraddittoria. Se non volete il sangue, non andate alla partita con le armi. Il resto sono chiacchiere. Mi rendo conto il FIGHT CLUB, ma allora non si pianga poi. 

Detto questo torniamo allo Stato. Alla sua ennesima, merdosa figura. Che senso ha proteggere il colpevole? Depistare con i media fasulli che leccano il culo e raccontano frottole assurde? Come si può credere che la soluzione di tragedie del genere sia risolvibile in questa maniera? Con che coraggio le istutizioni straparlano di sicurezza?

Che qualcuno della nostra classe dirigente viva nella realtà, senza autoblu e gorilloni. Senza corsie preferenziali. Prendendo il tram e il treno, andando allo stadio e dal panettiere. Che qualcuno capisca che il cittadino italiano deve tornare a fidarsi dello Stato, altrimenti sarà la Rivoluzione.

E speriamo che non sia già troppo tardi.

37 Comments

  1. E’ vero bisogan che lo stato riprenda la sua funzione, ma soprattutto che i cittadini ricomincino a crederci, ma sul serio…veramente…a me sembra decisamente troppo tardi. Basta ascoltare i commenti della gente in giro e analizzare nel profonfo fatti come questo. Non so se avete visto e sentito il Tg1?
    fabio q.

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  2. Tutto vero quello che dici, ma anche tutto molto retorico.
    Il problema è che discorsi del genre alla fine fan si che non si faccia nulla di concreto.
    Allora io lancio la mia provocazione, forse non è un bene che i tifosi abbiano avuto certe reazioni e che siano riusciti a scuotere lo stato e a spingerlo a prendere misure più radicali?

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  3. Tu (?) dici che sia retorico. Può darsi, ma se hai dato un’occhiata ai media in questi giorni ti sarai accorto che invece l’allarme continua ad essere spostato su altri caproni espiatori.

    L’immigrazione, il bullismo, il superalcolico, i tifosi violenti…

    Mentre la gente si accorge che è qualcosa di molto più profondo. Solo che certe reazioni portano alla vendetta indistinta, alla guerriglia urbana, al tutti contro tutti (che poi resta una guerra tra poveri, perché per ora ci sbraniamo tra di noi senza raggiungere gli intoccabili idioti) e nel migliore dei casi all’anarchia più devastante.

    “Misure più radicali” dici. Per chi? Chi paga alla fine? Come mai non c’è un maledetto capoccia che si prenda la responsabilità di sacrificare il privilegio in nome della sicurezza del cittadino?

    Sai quali sarebbero misure radicali? Vedere le forze dell’ordine che abbandonano Le Conferenze sull’Energia (ecco dove erano l’altra sera) e corrono a tutelare i cittadini. Vedere la classe politica che lascia le tribune vip e offre i propri posti alle famiglie con i bambini. Sapere che esiste un Ministro degli Esteri che difende il suo popolo quando l’Inghilterra ci fa la paternale per garantire la sicurezza ai suoi hooligans. Loro, che hanno scassato il cazzo al tutto il mondo (e ancora lo scassano) ma devono sempre insegnarci come si vive (che poi ci sono stato dalle loro parti, e come esci dallo stadio ti conviene nascondere anche i calzini colorati).

    Ecco, sarebbe radicale non dare del terrorista al tifoso ma capire cosa sta bollendo in Italia. Di norma si abbassa il fuoco, si alza il coperchio.

    Ma forse è troppo retorico…

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  4. Un’analisi precisa e spietata, come ci hai abituati d’altronde. La gente, tutti noi, vediamo nelle forze dell’ordine non dei lavoratori che operano per la nostra sicurezza, ma degli aguzzini pronti a farci scontare anche la minima distrazione. Se non si risolve questa contraddizione (e se le forze dell’ordine non entrano nell’ordine di idee giusto -scusa il gioco di parole- di sentirsi al servizio del cittadino) non ne veniamo fuori.
    Laura

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  5. Tutto molto bello quello che dici tu, però compi l’errore di passare dal retorico al demagogico.

    A me invece non importa nulla che il vip mi lasci il posto in tribuna, anzi meglio non mischiarsi con certa gente. Il problema è che ogni volta che ci sono questi episodi si riempie la tv di persone che fanno i soliti discorsie dopo un mese dimenticato l’episodio finisce il tutto. Ci vogliono più fatti e meno parole ecco.

    Comunque la reazione dei tifosi non mi sembra sia stata molto ortodossa e da qui a collegarla al malessere dei comunci cittadini che magari coi tifosi non volgiono avere nulla a che fare e che si sono stancati di questo governo mi sembra alquanto azzardato. Il malessere dei tifosi lo avrei capito in altre situazioni e non nel caso in cui un poliziotto da 80 metri con le macchine che passano e cambio di carreggiata fa secco un tifoso. credo sia un evento eccezionale che esuli dal contesto. Anche perchè scagliarsi contro un poliziotto che guadagna 1200 euro al mese e rischia la vita solo per salvaguardare l’integrità dei tifosi non mi sembra molto saggio. E sarebbe malessere dell’Italia anche quello dei tifosi che si portano le spranghe dentro lo stadio?
    Mi spiace, io non faccio parte di questo malessere qui.

    Il Cactus

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  6. Rondone, concordo ancora una volta con te. Il problema però, penso sia più profondo e complesso. Non è giusto addossare le colpe sulla “casta” sulle forze dell ordine e sui “potenti”. Non è forse vero che chi ci governa ci rispecchia? In parlamento non ci sono forse li stessi furbetti che troviamo anche a tagliare la fila in aeroporto, li stessi incivile che sporcano le strade, li stessi vigliacchi che quando violentano una donna si girano dall’ altra parte? Non siamo noi italiani i primi a guardare all estero come esempio e poi a criticare americani, inglesi e francesi, e a trattarli come coglioni appena salgono su un taxi? Siamo o non siamo noi che se la polizia fa il suo lavoro li aggrediamo come fossero ss, e se non lo fa li diamo dei cretini. Sono le contraddizioni di un popolino vigliacco e comodone che guarda all oggi e non al domani, che difende i figli e non i professori, che non rispetta le regole e si sente figo. Un popolo di buonisti ipocriti. Il cittadino non è rispettato perche non esige rispetto.

    PT

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  7. @ Cactus, PT

    Stiamo dicendo cose simili, ognuno di noi cede un po’ di terreno alla retorica (o alla demagogia, chissà poi perché piacciono tanto queste parole che di per sé sono già generaliste, quasi tautologiche).

    Allora.

    Che la colpa sia esclusivamente di un governo, non l’ho mai pensato e mai lo penserò. Che la Casta sia nostro fedele specchio può anche essere (non mi rivedo tanto), ma appunto, adesso concentriamoci solo sui fatti. L’Italia sta esplondendo. E la cosa grave è che tale esplosione risulta trasversale, nella classe media, quella della stragrande maggioranza. Le forze dell’ordine hanno il grilletto facile, perché la gente ha la violenza facile. Le scuole (oggi tutti si chiedono ansiosi il perchè della sua svolta politica) sono focolai come gli stadi. La strada è sempre più Far West.

    Leggo una lettera sul Corsera e relativa risposta di Maria Latella.

    Ditemi se non siamo drammaticamente tutti d’accordo:

    Una rabbia violenta cova fra i giovani e la politica non deve sottovalutarla

    Cara Maria Latella,
    ricordo le sue parole del giugno scorso sul fenomeno della delinquenza straniera: “O il concetto passa, anche con durezza, adesso, o saranno gli italiani più deboli i primi a incendiare le periferìe”. E ancora domenica scorsa lei evidenziava il bisogno di pianificare i flussi di immigrati come in Francia. Alla luce della tragica morte di un tifoso per mano di un agente della stradale, con stazioni di polizia prese d’assalto con una violenza inedita da centinaia di giovani, non le vengono dubbi sul fatto che le priorità in Italia siano gli arrivi di immigrati? Non crede,
    cioè, che esista una violenza di fondo che cova pericolosamente, soprattutto fra i giovani? La caccia al poliziotto di domenica scorsa non potrebbe essere un’altra ondata istintiva e bestiale del vaso già traboccato? La violenza impazza per un malessere profondo, una frattura tra generazioni, per me causata da un potere gerontocratico sordo e autolesionista che considera i cittadini sudditi, consumatori passivi di merci e di tv. Un potere sempre troppo occupato a conservare i proprì privilegi.
    Domenico Ciardulli

    C’è un fondo di esplosiva violenza, nell’Italia del 2007. Una rabbia che induce un trentenne apparentemente normale a bloccare l’auto per strada per chiedere conto delle boccacce fatte da due bambini di 6 anni, a bordo dell’auto vicina. «Era pronto a picchiarmi» mi ha raccontato il padre. E’ un malessere serio, e la politica – cui per ora ancora affidiamo il compito di prendere provvedimenti – non dovrebbe sottovalutarlo. In un altro Paese, non si consentirebbe alla rabbia di trascendere fino al tiro al poliziotto, praticato domenica. Né al poliziotto di trincerarsi sempre dietro al caso.
    mtatella@rcs.it

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  8. Caro Rondone, forse mi sono spiegato male. Come tu non ti vedi nell italiano medio che ho descritto, sono certo che ci sono personalità nella politica e nelle forze dell ordine che non si vedono nella tua generalizzazione. Ma il problema è proprio questo; ognuno crede di fare bene e di essere dalla parte della ragione. Non c’è umiltà e voglia di cambiare le cose a cominciare da se stessi. Sono certo che ci sono eccezzioni, e tu, probabilmente ne sei una. Se ognune ulisse davanti alla porta di casa (non ricordo chi lo disse) la città sarebbe pulita.

    pt

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  9. pt, seppur abbia tanti difetti in comune con l’italiota medio (compresa la presunzione e la polemica da er sentenza) stasera tardi ho cominciato da me stesso.. Un tassista sclerato mi ha urlato e minacciato (con il passeggero a bordo!) dopo avermi concesso di passare sulle strisce, perché io avevo riso della sua inchiodata.

    Ho provato a farlo ragionare, ma dopo l’ultimo insulto… ho deciso di non ucciderlo.

    Ommmmmmmm….ommmmmmm…

    buona notte

    (ci proviamo)

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  10. Esiste una violenza di fondo, pronta a scatenarsi. Ogni motivo va bene. Per esempio nella notte di Halloween, alla fermata degli autobus a stazione Termini, sono stati assaliti tre ragazzi, da un gruppo di coetanei, solo perché questi erano apparentemente gay. Uno di loro è stato portato grave in ospedale. Ci poteva scappare il morto. Ora non credo che i tifosi che hanno dimostrato con atti di guerriglia urbana, dimostrino un malcontento per le istituzioni, perché non si sentono sicuri. Sicuri di che? che qualche poliziotto sbagli mira? o che qualche scellerato li uccida a sprangate allo stadio? Le stesse spranghe che loro hanno usato! Mi sembra un controsenso.

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  11. Anonimo, non mi pare che il tifoso ammazzato avesse alcuna spranga. Eppure l’errore di mira c’è stato.

    I tifosi sono incazzati perché sanno che non c’è giustizia. Le loro reazioni sono scomposte. Ma non sono gli unici ad essere tanto nervosi…

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  12. Macosa centra l’errore di mira di un carabiniere ad arezzo con delle bestie incivili pronte ad usare qualsiasi scusa pur di usare la violenza. Si ammazzerebbero per una squadra,e vogliono farci la morale sulla sicurezza e la polizia dal grilletto facile.

    Il carabiniere verra punito, come è giusto che sia, ma i teppisti sono tutti fuori. Questa è giustizia?

    PT

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  13. p.s. Diici che “i tifosi sono incazzati perchè sanno che non c’è giustizia”. Credo proprio che dovrebbero essere gli ultimi a volerla, se no sarebbero tutti in galera.

    PT

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  14. PT. Concordo. Ho già sottolineato questa contraddittorietà del tifoso.

    Ma ciò non legittima l’inconsistenza della Giustizia. Anzi.

    Forse anche i tifosi smetterebbero di giocare ai cowboys in uno Stato più serio.

    Capisci. Il punto è sempre questo: E’ vero che in Svizzera ti arrestano se calpesti un prato. Però non ci sono ‘privilegiati’ che possono fare come gli pare. La popolazione non si sente ‘tradita’ dalle istituzioni. E’ l’esatto contrario.

    Del resto ti cito:
    Rondone, il problema è che in italia conviene delinquere. E come hai detto; lo stato lo vedi solo quando ti deve punire.

    Lo sfogo (cretino, è chiaro!) del tifoso è il sintomo che il Paese non è rispettato. Se ci pensi gli hooligans più feroci sono sempre venuti dai quartieri e dalle città più povere e trascurate della tanto civile Inghilterra.

    A Montecarlo puoi andare allo stadio sereno, il peggio che ti può capitare e di sentirti troppo sfigato fra tanti tifosi con la erre moscia… 🙂

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  15. Rond, il tuo ragionamento è legittimo ma contorto. Non puoi intrecciare gli accadimenti come concause, a mio parere.
    Un conto è la teppistaglia che ha dimostrato per non si sa bene cosa, ha dimostrato che “avevamo ragione noi che i poliziotti sono nostri nemici” e lo ha ha fatto nell’unico modo che conosce, con le spranghe.
    Un conto è la morte di un giovane ad opera di un uomo che ha sbagliato, e non ha nulla a vedere con il tifo, con la giustizia o con le spranghe di nessuno, un conto è la Sicurezza che in Italia non funziona, la Giustizia che è lenta e orba.
    La morte esiste e si può morire per una tragica fatalità e quello che è accaduto è un triste fatto di cronaca, ‘solo’ un triste e tragico fatto di cronaca, che seguirà il suo iter giudiziario; non è il primo non sarà l’ultimo, perché un uomo in divisa non è una macchina… ma i teppisti restano teppisti sia che dimostrino allo stadio sia che dimostrino per strada.

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  16. non credo che sia una causalità, no davvero. E se anche lo fosse stato, ma si viveva in un altro ambiente, non si scatenava la caccia allo sbirro.

    Te lo ridico fino alla nausea. Ai poliziotti tremano le mani perchè sono esasperati. Ai tifosi viene voglia di spaccare tutto per lo stesso motivo. La gente si ammazza per un parcheggio. I rom ammazzano le signore di sera. I cittadini bruciano i campi rom. I ladri ammazzano professionisti in pieno centro. I benzinai ammazzano i ladri drogati. La polizia arresta i benzinai… e via di seguito.

    E intanto al Senato? Ci si preoccupa dei viaggi della Montalcini…

    Intreccio? Concause? Contorsioni?

    Io direi anche peggio caro.

    Qui sono cazzi amari.

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  17. Ciao Rondone, perdonami l’intervento. Sono d’accordo su parte di quanto affermi, ma su una cosa purtroppo mi pare tu sia troppo generalisa…..la nostra reazione di fronte alle Forze dell’Ordine.

    Non mi sono mai sentito nè a disagio nè in ansia quando sono stato fermato per un controllo.
    Non mi sono neppure mai sentito mancare di rispetto da “ometti in divisa”.
    Se si è a posto con la propria coscienza non si dovrebbe avere paura alcuna.
    Sarà, forse sono troppo fiducioso nelle Forze dell’Ordine, ma si tratta comunque di persone che hanno giurato fedeltà alle Istituzioni e che fanno del loro lavoro anche la ns difesa.

    Poi se c’è qualcuno che sbaglia è giusto che ne paghi le conseguenze…ma questo fa parte del vivere civile.

    Piuttosto mi fa male constatare il clima di “dagli all’untore” che si è generato intorno alle Forze dell’Ordine.
    Oppure è stato creato…..? ….forse per convogliare odio, insoddisfazione e quantaltro verso lo spauracchio delle forze di Polizia piuttosto che i ns organi di Governo?

    Andrew

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  18. PT. lo sapevo che eri tu.

    Andrew. Beato te.
    “Se si è a posto con la propria coscienza non si dovrebbe avere paura alcuna” è una frase che mi fa venire brividi. Roba da 1984 di Orwell o da Inquisizione.

    Io non sarò mai a posto con la mia coscienza, figuriamoci se me lo potrà rilevare un soldato o un prete.

    Sulle tue considerazioni conclusive direi che non c’è alcuna creazione artificiale. Fa tutto parte della degenerazione di cui ho straparlato.
    I nostri organi di Governo assomigliano ai vecchi parrucconi del 700. E se le forze dell’ordine dovessero mancare la mira su di loro un giorno..?

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  19. Sunshine, un alternativa meno ansiosa ci sarebbe; cambiare paese.

    Ho sempre pensato che Roma abbia una strana energia. Da una pate ti attrae e da un altra ti rende apatico, stanco. Una specie di culla che ti calma ma che non ti fa crescere. La sua bellezza è “addictive”, il suo clima piacevole, la sua gente simpatica……Diversi amici che venivano dall estero mi hanno detto” qui sono sempre stanco” “dormo di piu” .

    Rondone, tu che mi sembri molto colto forse hai sentito qualcosa di storico a riguardo? 😉

    ciao
    pt

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  20. @ Rondone >

    Credo che “1984” di G. Orwell o l’Inquisizione non c’entrino proprio nulla con l’atavico (o forse meglio inspiebabile?) timore che certe persone hanno nei confronti delle Forze dell’Ordine. Caso strano poi, sono sempre le stesse persone che ne hanno timore oppure che le denigrano a richiederne l’intervento quando ne hanno bisogno.
    Non credi sia una stridente contraddizione? Credi che ordine e caos siano poi così diversi?

    “Una goccia d’acqua che si spande nell’acqua, le fluttuazioni delle popolazioni animali, la linea frastagliata di una costa, i ritmi della fibrillazione cardiaca, l’evoluzione delle condizioni meteorologiche, la forma delle nubi, la grande macchia rossa di Giove, gli errori dei computer, le oscillazioni dei prezzi sono fenomeni apparentemente assai diversi, che possono suscitare la curiosità di un bambino o impegnare per anni uno studioso, con un solo tratto in comune: per la scienza tradizionale, appartengono al regno dell’informe, dell’imprevedibile dell’irregolare. In una parola al caos. Ma da due decenni, scienziati di diverse discipline stanno scoprendo che dietro il caos c’è in realtà un ordine nascosto, che dà origine a fenomeni estremamente complessi a partire da regole molto semplici.”

    (J.Gleick, pioniere di una nuova scienza, Chaos)

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  21. Caro Poste, in verità io soffro d’insonnia come il resto del mondo.

    La teoria che ricordi è ormai un po’ antica. I Romani sono incazzati. Sempre. E fa paura questa cosa quando ripensi a quella leggenda.

    In ogni caso la bellezza di Roma salva ancora, ma non calma e forse nemmeno lo hai mai fatto. E’ lo scetticismo tipicamente romano (Trilussa, Belli ma anche Sordi e il suo Marchese del Beppe Grillo che fu) che dovrebbe sempre difenderci.

    Perchè da una parte non ti plaude nemmeno quando lo meriti. Intanto è sempre tutto un magna magna, dall’altro però non ti condanna mai del tutto per lo stesso motivo, perchè poi alla fine er più pulito cià la rogna…

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  22. scusami anonimo (o chi per esso) non mi ero accorto di te mentre rispondevo a pt.

    Tu dici che i miei paragoni letterari e storici “non c’entrino nulla”… Mah, che vuoi che ti dica, io vado per analogie, associazioni, e invece mi pare calzino alla grande. Mentre la tua citazione, quantunque (si può scrivere) affascinante, mi porti troppo a largo.

    “Credi che caos o ordine siano poi così diversi”?

    Di questo passo ti posso rispondere:

    “la contraddizione è nelle parole o nel senso?”

    oppure

    “è più in divisa l’uomo con l’uniforme o colui che la rifiuta?”

    Ho vinto qualche cosa?

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  23. “ma la vita è un sogno oppure i sogni aiutano a vivere”? 🙂

    Il fatto è che tutti abbiamo una divisa, solo che non tutti ne siamo consapevoli. I poliziotti sono uomini, gli uomini sbagliano. Diciamo pure che loro, contrariamente a chi si copre il volto non hanno molta possibilità di scampo: tempo cinque minuti e sai esattamente chi ha sbagliato, nome e cognome. Dove scappi ? Questo è il motivo per cui questo tipo di “errori” non è poi così frequente. Quando capita pesa 10 volte tanto, ma è raro. Perchè in fondo la “divisa palese” la responsabilità te la fa sentire. Tutta.

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  24. “cinque minuti e sai esattamente chi ha sbagliato, nome e cognome”…tu dici?
    sono 6 anni che aspettiamo nomi e cognomi delle divise che sono entrate alla Diaz di Genova.

    Stavolta di palese non c’era la divisa ma la follia di chi la indossava che non si è fatto certo scrupoli sulla responsabilità di tenere in mano un’arma da fuoco.
    Ecco, era talmente tanto palese che non hanno potuto fare proprio niente per proteggerlo.
    E sì che – in ogni caso – ci hanno pure provato a farlo passare per eroe salvacittadini.

    ma quando è troppo..

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  25. LadyEsse: riguardo Genova, mi pare che i loro guaietti li stiano passando, in più sono allo stesso modo sei anni che aspettiamo (con minori speranze, purtroppo) nomi e cognomi di quei simpaticoni che si sono infiltrati per trasformare una manifestazione in carneficina. Volto coperto e via. Cosa ce ne frega a noi ?
    Il poliziotto che ha sparato pagherà, paga il Carabiniere Placanica, pagano tutti tranne chi dovrebbe pagare davvero.

    In ogni caso mi sono sfuggiti i tentativi di farlo passare per “eroe”: mi sembra che sin dall’inizio si sia capito che aveva fatto una ca**ata. Grossa come la vita. Di qualcun altro.

    Cordialmente Tuo,

    Albert1

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  26. uffa che palle sto post.

    Lasciamo perdere Genova (il vero lato grottesco lì era il G8 di per sé, la cosa più inutile della Storia, compresi gli idoti che la contestano ogni volta) e torniami ai fatti.

    Albert1 il fatto é che quest’ultima faccenda ha dimostrato l’esatto contrario di quel che vai dicendo. C’è stato un maldestro tentativo di sviare le indagini. E rispetto a Raciti non si è stati in grado di intervenire rapidamente sul resto della cloaca.

    E’ stata una figura di merda. Amato doveva, come i più acuti (citati) hanno rilevato, semplicemente fare mea culpa e dimettersi.

    Il resto sono chiacchiere da bar o da blog…

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  27. Aloha, ES!
    Più che tentativo di sviare, quello che “vado dicendo” (anche se preferirei l’espressione “dico” 🙂 ), è che al solito nei primi momenti hanno prevalso le chiacchiere (quelle che fanno notizia). Se si potesse avere sempre subito e senza possibilità di errore tutta la vera verità su ogni cosa che accade, vivremmo in un altro mondo.
    Per quanto riguarda dimissioni varie, io Amato lo “dimetterei” d’ufficio anche solo per come si mette i calzini la mattina, quindi sfondi una porta spalancata. Anzi una porta che nemmeno c’è. Però, anche il solito gioco del mi dimetto – ma no non si dimetta – vabbè non mi dimetto fatto tanto per fare scena non ci avrebbe reso giustizia.
    Sull’enorme ca**ata fatta dalla guardia (posto che le cose stiano effettivamente come ci hanno narrato, io non ero lì), sono tristemente concorde: nulla vale la vita di un innocente, non c’era alcun motivo di sparare, nè in aria nè altrove. Quell’arma doveva rimanere in fondina.
    Per il resto chiacchiere da blog…

    Ma perchè, non è un Blog, questo ? 😉

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  28. Albert1, tutti avevano capito cosa era successo. Fatto sta che il primo tg e le prime battute dell’ansa parlavano di un poliziotto che aveva sparato per sedare una rissa tra tifosi.
    Se non è un tentativo di insabbiamento questo..

    Ti ricordi di Genova? entrarono alla Diaz perchè c’erano i blackbock. Peccato che le due bombe carta ritrovate erano state portate dalla polizia. Unica colpa ammessa, ad oggi, da quelle divise che devono salvaguardare la sicurezza dei cittadini.

    Adesso cambiamo post però.

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